Percorso

Siddhapith Ghora Devi

 

Tempio di Ghora Devi

 

In una zona di foreste collinari si trova il tempio dedicato a Ghora Devi. E’ situato su un’altura e la sua costruzione esterna è relativamente recente.  Nel dolce pendio che sale al tempio ci sono alcuni antri sotterranei in disuso. Questo luogo di culto è senza dubbio di origine remota e, come altri templi dedicati alla Devi, conserva nel Sancta Sanctorum una grande roccia. Così è pure per Vaishno Devi, Vindhyachal, Kamakya, ecc. Un sito nelle vicinanze, preserva 108 havan kund, alcuni ancora con le originali pietre, altri restaurati con mattoni.



Anil Baba e antichi havan kund

 

Questo racconto è tratto dal libro “Aughar Bhagwan Ram” scritto dal pandit  Yagya Narayan Chaturvedi che accompagnò il Baba durante il pellegrinaggio a questo tempio.

“Un giorno durante il Navaratri di primavera giunse una radiosa Bhairavi (una praticante Aghor o Aghorin, Avadhutin) di Kalinjar. Questa donna invitò il Baba a partecipare ad un Puja che si sarebbe svolto nel tempio di Ghora Devi durante la notte di Mahanisha del Navaratri. Questo tempio si trovava in una regione selvaggia coperta di giungle dove si aggiravano ancora le tigri. Come venni a sapere dei loro piani chiesi al Baba di poterli accompagnare. Egli rispose di no ma io ignorai il suo consiglio e mi unii a loro. La Bhairavi chiese chi fossi e il Baba rispose che ero Yagya Narayan Chaturvedi della famiglia Agnihotri di Kashi. Anche l’abate del tempio di Bharat Milap venne con noi. Ci incamminammo così verso il tempio di Ghora Devi. La Bhairavi aveva una carnagione simile al frumento ed i suoi capelli erano arruffati. Indossava un abito lungo  tutto rattoppato, ai piedi aveva dei sandali e con sé portava un kamandel. Dimostrava un’età di circa 35-40 anni e camminava con sicurezza su quei tortuosi sentieri di montagna. Il suo aspetto era androgino. L’Aghorin domandò se non avessi avuto obiezioni riguardo al cibo non vegetariano o ai liquori ma il Baba disse che a Varanasi io non avevo problemi di questo genere, e che, seppure non assumendoli io stesso, la cosa non mi avrebbe provocato alcun problema e che avrei potuto accompagnarli tranquillamente. Il nostro gruppo era composto dal Baba Aghoreshwar, la Avadhutin, io, l’abate di Bharat Milap ed un paio di persone, e tutti trasportavamo del materiale e cibo per l’havan. Ci vollero circa quattro ore per raggiungere quella località.


Anil Baba a Ghora Devi

 

Per il Puja venne pulito un terreno pianeggiante adiacente al tempio. Lì nelle vicinanze si trovava un eremo di un sadhu Sarbhang il quale ci fornì dei recipienti e gli utensili. Il Baba mi chiese di rimanere con quel sadhu nell’eremo, io però lo pregai di restare con Lui. L’abate del tempio di Milap si occupò dei preparativi necessari. Egli, sebbene di famiglia Vaishnava era devoto di Shri Aghoreshwar ed un Aghor in segreto. Il Baba si sedette sopra una grossa roccia tirando boccate di fumo dalla sua pipa ad acqua (hukka). L’atmosfera era impregnata da una insolita tranquillità; si udiva solamente il cinguettio degli uccelli ed il brontolio della pipa ad acqua del Baba. La Bhairavi, dopo aver fatto il bagno, iniziò a decorare la Devi e la vista della Devi così decorata e della splendente Avadhutin illuminavano quanto era possibile vedere.


Ghora Devi

 

La luna all’orizzonte stava per tramontare. Il buio si stava intensificando. Improvvisamente,da un boschetto della foresta, comparve, sopra un cavallo, un personaggio anziano ma pieno di luce. Dando, come vuole l’usanza, il benvenuto all’ospite, noi tutti lo riverimmo adeguatamente. Quella persona era l’Aghoracharya Someshwar Ramji. Il Baba si rivolse a Lui e disse “Maharaj, ha impiegato molto tempo per arrivare qui.” L’Aghoraciarya, con un sorriso misterioso, disse “Sono partito tardi dal mio ashram.” Il suo cavallo fu legato ad un albero e venne abbeverato. Erano circa le undici di sera.

Dopo un certo tempo vidi che si stavano preparando per la cerimonia del fuoco (hawan). Una giara di terracotta conteneva del pesce ed una seconda conteneva del liquore. Venne appiccato il fuoco e tutti i partecipanti, con del pesce che prima veniva immerso nel liquido della seconda giara, cominciarono a fare le offerte al fuoco. Col suono dei Mantra la tranquillità della notte si fece più vivida, l’atmosfera era intensa. Improvvisamente notai un’energia brillante emergere da Ghora Devi che, dopo aver toccato il cuore di tutti i partecipanti, sparì nella buca del fuoco. Pensai che a vedere queste cose fossero i miei occhi stanchi ma proprio in quel momento tutti i partecipanti dell’hawan emisero una sonora risata che permeò la giungla attorno.


Chakra

 

Fui pervaso da un senso di paura, non riuscivo a stare lì più di tanto. Raccolsi il mio bagaglio e partii per l’eremo che si trovava lì vicino. Udivo continuamente in lontananza la parola “Phat, Phat, Phat”. Nei momenti successivi il posto intero era impregnato dalle parole “Shivo ham, Bhairavo ham, Gurupada ham.” Sembrava che i Mantra vibrassero in ogni particella di foresta ed il loro eco continuamente risuonava nelle mie orecchie. Il mattino seguente quando incontrai l’abate del tempio di Bharat Milap, presente durante questo hawan, mi riferì ciò che accadde dopo che io lasciai quel posto.

Nel proseguo dell’hawan, in mezzo alla buca in cui il fuoco ardeva, apparve una fiamma che si innalzò per aria  circa dieci, dodici metri di altezza scomparendo nel cielo. Dopo qualche momento la fiamma ridiscese e si ritirò nella buca del fuoco.


Rovine

 

Nell’istante stesso in cui la fiamma si ritirò, apparvero immediatamente molte Bhairavi. Queste Aghorin erano le stesse che avevano incontrato il Baba a Kalimath e anche nell’Himalaya. Come e quando arrivarono non saprei. Erano forse nella foresta ed erano state attratte dalla grande fiamma dell’havan? Indossavano un lungo abito blu, delle collane di cristallo e di ossa di serpente, e ognuna di loro teneva in mano un kamandel. L’abate mi ha riferito che questi esseri viaggiano nello spazio a piacimento e nello stesso modo possono arrivare in qualsiasi posto. Servire uno di questi esseri sarebbe un opera ben compiuta, è difficile però trovarle. Le Bhairavi tutte presero parte al Chakra Puja e al termine, dopo aver salutato Ghora Devi,  se ne andarono con l’Avadhutin di Kalinjar. Aggiunse che non poteva dire altro riguardo quegli esseri, unici come la loro sadhana. Solo coloro che hanno inclinazioni spirituali possono comprendere questi Aghor e Avadhutin (Bhairavi).”